Prima minaccia punizioni e poi ritratta

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Prima minaccia punizioni e poi ritratta: Angela Merkel fino a pochi giorni fa non ha fatto altro che evocare procedure d’infrazione contro la Grecia e anche contro l’Italia, ree (la prima, soprattutto) di non saper affrontare con la dovuta efficienza il problema migranti. Bisogna identificarli, prendere le impronte digitali, organizzare gli hot spot (che in italiano sarebbero campi di internamento) e dividere i profughi tra quelli che possono entrare nella UE e quelli che devono essere rimpatriati. Adesso la cancelliera dichiara di non voler lasciare sola la Grecia, e lo fa dopo averla già abbandonata da tempo in una situazione disperata e gravissima. Dice anche che quel che sta accadendo non dipende da lei. No, e da chi? E’ solo un’impressione o è la Germania che detta l’agenda a tutti? Non è stata Merkel a dire ai siriani “venite tutti, la Germania è un grande paese e vi accoglierà” ? Voglio vedere chi di noi, al posto dei siriani, non si sarebbe precipitato alle porte d’Europa. In parole povere si prende soltanto chi serve in termini economici, la forza lavoro da sfruttare. Li abbiamo visti anche in queste ore, i 93 siriani arrivati a Roma attraverso i cordoni umanitari, accolti da sorrisi rassicuranti e strette di mano mentre luoghi come Calais e Idomeni sono diventati teatro di inaccettabili quanto inguardabili lazzaretti a cielo aperto, mentre la frontiera macedone è un campo di battaglia, con la gente ammassata all’inverosimile, coi bambini e le donne che svengono avvolti da nubi dense di gas lacrimogeni o urticanti.

Chi non proviene dalla Siria o vi proviene ma non ha i documenti per dimostrarlo va trattato come bestia, è uno scarto, un problema da scaricare sui paesi che si trovano ai confini di un continente con 400 milioni e passa di abitanti: Ungheria, Slovacchia, Italia, Grecia e anche l’ Austria. Chi si è ribellato è stato tacciato di xenofobia o di mancata condivisione dei valori comunitari. A parte il fatto che vorremmo capire quali siano questi valori e quanti di essi siano realmente rispettati e onorati, non è accettabile che la responsabilità di compromettere Schengen non debba essere dichiaratamente collettiva e venga scaricata sui suddetti paesi, che passano per essere disorganizzati e cattivi. L’Ungheria è stata ed è considerata un esempio di crudeltà: ebbene, se Orbàn avesse lasciato passare tutti la Merkel avrebbe fatto scattare subito la procedura d’infrazione, visto che le regole sono precise e dicono che senza visto e senza passaporto non si entra in UE. Definire ambigua la posizione della Commissione europea e di Merkel è poco. L’assenza di un vero piano di gestione di una tale emergenza è evidente e cozza pesantemente con le parole della propaganda ufficiale.

La Grecia è stata dapprima condotta alla rovina economica e colonizzata brutalmente, poi riceve ordini e rimproveri perché non fa il suo dovere. Merkel è furba: non solo tiene in piedi il Trattato di Dublino ma sa benissimo che moltissimi profughi arrivano qui privi di documenti, e identificarli è complicatissimo. Sa anche che cosa succede con gli hot spot: tutti quelli che ricevono il foglio per il rimpatrio vengono lasciati andare e diventano matematicamente ombre, fantasmi che vagano da un posto all’altro, senza tutele, senza soldi, senza legge. Che fine fanno? Per sostentarsi finiscono sotto le grinfie di chi li sfrutta facendoli lavorare in condizioni di schiavismo oppure – peggio ancora – diventano manovalanza della criminalità. Secondo un rapporto recente il numero di migranti allo sbaraglio aumenta di settimana in settimana. Se l’anno scorso nello stesso periodo dell’anno (gennaio e febbraio) sfuggivano alle maglie dei controlli circa 3000 migranti, adesso sono ben oltre 5000. Facendo un po’ di conti  non è difficile prevedere quel che succederà tra breve, con la bella stagione.

Va sottolineato che la Germania stessa non riesce ad arginare le falle del sistema: sono migliaia i profughi che scappano dai centri di accoglienza tedeschi. Qualcuno le chiede conto dei suoi errori e della sua inefficienza? Qualcuno minaccia sanzioni e procedure di infrazione nei suoi confronti? Allora diciamolo che la UE tutta è un fallimento, che è stata sopraffatta da un evento di portata abnorme e che è ingiusto addossare tutti gli oneri e le difficoltà sulle spalle dei paesi d’ingresso, mentre il nord del continente in sostanza si difende benino approfittando (criticando solo per forma) delle decisioni individuali che ogni Stato membro adotta.

Il politicamente corretto dice che il più importante valore politico è l’umanesimo. Come non proclamarsi tutti d’accordo? Dev’essere per obbedire ai principi di tale umanesimo che abbiamo trasformato Medio Oriente e Africa in incubi causando accidentalmente e senza volerlo la fuga di milioni di esseri umani. Dev’essere perché teniamo fede ai valori più alti se lesiniamo aiuti e vendiamo armi. Noi vogliamo la pace, il benessere e l’uguaglianza dei popoli, se succede il contrario non dipende certo dalla nostra volontà.

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