Camerati dei miei stivali | Servizio Pubblico

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Camerati dei miei stivali

Camerati dei miei stivali | Servizio Pubblico

Camerati dei miei stivali, così esordisce Michele Santoro che ha aperto la puntata di Anno uno del 20 novembre in maniera singolare, regalandoci una particolare performance teatrale, dimostrando che le notizie e i temi più scottanti si possono affrontare con originalità e intelligenza, senza ricorrere a nessun cliché, senza fare retorica, centrando il bersaglio in un solo colpo e facendo in modo che nessuno fraintenda. Preceduto dalle note di Faccetta nera, il Duce striglia i falsi fascisti che come femminucce invidiose temono gli africani e i rom, racconta loro com’è un vero fascista e come agisce. Dalla Boldrini a Salvini il duce-Santoro riassume i comportamenti della politica benevola, neutrale o estremista, ricordando ai comunisti che l’idea di dare case ai rom è sua e ai leghisti di non avere stoffa. Alla fine invita tutti ad autopunirsi bevendo un bicchiere di olio di ricino.

Ho voluto conservare questo video sul blog perché il messaggio è insieme interessante, esilarante e di forte impatto, un video da indagare col lumicino, qualcosa su cui meditare, qualcosa che fa più rumore della sirena d’allarme di un antifurto. Da guardare sapendo che il terreno su cui ci troviamo è scivoloso e che mentre pende dal lato del rispetto dei diritti degli uomini, all’improvviso oscilla dalla parte opposta, verso la negazione. Da guardare riflettendo sull’ambiguità di ognuno di noi: abbiamo coscienza ma cadiamo negli equivoci, parliamo di altruismo e proteggiamo il nostro egoismo. Qual’è l’autorevolezza che ci guida? Il vuoto e il disordine lasciano sospesi in un limbo enormi questioni sociali che devono essere risolti.

 

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