Carla Bruni ha un sito web costosissimo

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Carla Bruni ha un sito web costosissimo. Secondo i dati di un rapporto della Corte dei conti al riguardo, quando la Bruni era première dame il sito è costato ben 410mila euro. Non a lei ma ai contribuenti. I cittadini francesi si saranno chiesti come mai un sito web arrivi a costare una cifra così esagerata. Tecnologia megagalattica e superlativa? Niente affatto, semplicemente un WordPress, che con un pò di applicazioni e di corredo non dovrebbe superare i 4000 euro di spesa. La signora Bruni in Sarkozy ha speso 100 volte di più. Il sito non è stato più aggiornato, vale a dire che le nuove versioni di WordPress non sono mai state utilizzate dal 2010.

Non solo: se qualcuno pensasse che forse per la sicurezza del sito siano state adottate misure particolarmente sofisticate si sbaglierebbe, perché il sito è molto vulnerabile, ci può entrare chiunque e gli hacker hanno la strada spianata. In effetti su Le Monde a descrivere per filo e per segno com’è fatto il sito è stato proprio un hacker, e quel dominio se l’è spulciato da cima a fondo per cercare di capire come potesse arrivare a costare 410mila euro. Non ha trovato nessuna giustificazione. Niente sicurezza, niente outsourcing, nessuna amministrazione del sistema, nessun aggiornamento. Il design? Banale, curato ma banale, normalissimo. Poi è venuta fuori la spiegazione. Nel periodo in cui Sarkozy era presidente la signora Bruni disponeva di otto dipendenti che si occupavano di lei e che ricevevano uno stipendio di 36mila euro al mese. In più, per postare una decina di articoli sul sito web, la signora si affidò a due collaboratori che percepivano 25,714 euro al mese. In totale, più o meno 60mila euro di stipendi al mese per tutti e dieci gli impiegati.

Pare che quando la notizia è stata divulgata su Twitter si siano scatenati in molti con critiche a pioggia. Poi i cittadini hanno cominciato a firmare una petizione su Change.org in cui chiedono alla Bruni di devolvere i 410mila euro di fondi pubblici per una giusta causa: ce ne sono tante di cause giuste nel mondo, milioni di bambini malati, milioni di persone bisognose, la signora faccia un beau geste e utilizzi come si deve quei soldi. Per ora niente, nessuna risposta. Che figuraccia! I francesi non sono abituati a farsi prendere per i fondelli, a loro 410mila euro di soldi pubblici finiti in un sito web personale fanno impressione e certe cose non solo non le tollerano ma pretendono che i fatti vengano chiariti meglio e che la ex première dame compia un atto di riparazione.

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