C’era una volta la democrazia

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C’era una volta la democrazia, ora non c’è più. Non sto parlando solo dell’Italia ma dell’Europa intera, che è sottomessa ai diktat delle tecnocrazie e che non ha altro ruolo che quello di svolgere compiti precisi per conto di un ente invisibile: il capitale finanziario. E’ una catena: il primo anello è l’oligarchia della finanza globale, il secondo è la tecnocrazia europea – la BCE, il FMI – il quarto la Commissione europea, il quinto anello sono i governi dei singoli Stati, il sesto i partiti, il settimo e ultimo siamo noi, i cittadini. Sesto e settimo anello sono innocui, hanno perduto ogni potere.

In una recente analisi della situazione attuale Fausto Bertinotti ha parlato di post-democrazie, e della morte dei partiti come li si concepiva prima: luoghi di confronto, scuole di vita, case del popolo. Quest’ultimo nel partito acquisiva una coscienza collettiva e dei valori. Il partito era formativo ed educativo, creativo, libero. Il suo scopo era quello di stabilire una connessione tra le esigenze degli individui – o meglio delle classi sociali – e i governi. Adesso esiste solo il governo, dai partiti non arriva più linfa vitale,né proposte, né idee.

Tutto viene subordinato alle decisioni di un governo che a sua volta si muove solo per obbedire alle regole ferree del capitale finanziario. L’uomo solo al comando, in uno Stato europeo, ha la stessa valenza di un dirigente che segue le direttive della casa madre. Di conseguenza l’istituto parlamentare ha perduto la sua funzione. Soprattutto il nostro Parlamento si è impoverito fino a diventare una semplice emanazione del premier di turno, che annienta le opposizioni usando tutti gli strumenti che servono a velocizzare, a zittire e a fare a meno di qualunque dissenso. Il consenso ora se lo prendono con la forza.

Tutte le decisioni che vengono prese a monte si ramificano a valle e determinano una totale perdita di sovranità dei singoli Stati. Un capo di governo deve rendere conto, salvo fingere di ribellarsi a parole e mai con i fatti. Quanto alla sovranità popolare – particolarmente in Italia – essa è completamente azzerata. Per i cittadini il voto non è più uno strumento di cambiamento. La nostra condizione è paragonabile a quella di cittadini che vivessero in un regime perché c’è stato ed è ancora in atto un processo di omologazione di tutti i partiti: dovunque vada il nostro voto i risultati restano invariati.

Quando Renzi ha parlato di partito della Nazione ha detto la verità, noi abbiamo già il partito della Nazione, va solo reso ancora più forte, va perfezionato. Siamo solo all’inizio. Il progetto renziano è quello di fagocitare definitivamente la destra berlusconiana. In Grecia e in Spagna le cose sono diverse: lì esiste una sinistra, e si va rafforzando. Gli altri, Francia compresa, svoltano inesorabilmente tutti a destra.

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