Cittadini generosi

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Cittadini generosi

A dispetto dei politici, propensi alla chiusura più che all’accoglienza, a dispetto dei loro discorsi xenofobi, i cittadini sono più aperti, maturi  e razionali di quanto non si pensi. Lo dimostrano progetti e iniziative spontanei che cominciano a elaborare nuovi sistemi di ospitalità.

Cittadini generosi che si preoccupano di alleviare le pene dei migranti ce ne sono, e sono attivi in questo momento soprattutto in Germania, forse perché la Germania è il paese più ricco dell’Unione europea. Bella la storia di un imprenditore tedesco che d’impulso ha pensato di comprare un’imbarcazione per coadiuvare i soccorsi in mare. Con l’aiuto economico di altre persone, dopo aver racimolato centomila euro, l’imprendtore ha acquistato il natante  e lo HA messo a disposizione delle autorità competenti. Uno schiaffo all’avarizia che l’eurogruppo ha dimostrato decidendo di fronteggiare il pericolo degli annegamenti con cifre irrisorie e continuando ad affidare al sud del continente la gran parte dei problemi. E’ interessante il caso di tre giovani – Mareike Geiling,Golde Ebding e Jonas Koshcke – che hanno messo a punto un bel progetto, il Fluchtlinge Wilkommen (benvenuti rifugiati). Il progetto consiste nell’ospitare i rifugiati nelle case dei privati che aderiscono all’iniziativa. Si tratta di un’idea nata da circa un anno eppure gli appartamenti condivisi sono già più di 500 e i rifugiati registrati per l’accesso al programma di ospitalità sono più di 350. Ospitare nella propria casa uno straniero, oltre ad essere un modo per rendersi utili alla comunità, serve molto all’integrazione tra diverse culture. I rifugiati che godono di questa opportunità imparano più in fretta la lingua, osservano da vicino usi e abitudini per loro nuovi, si sentono soprattutto meno soli e spaesati e possono vivere in condizioni decenti e appropriate. Chi li ospita, a sua volta si confronta con realtà diverse e impara a comprendere meglio.

Del resto le orribili ghettizzazioni di emigrati nelle trascurate periferie delle grandi città causano spesso rancori e non favoriscono in alcun modo l’accesso al mondo del lavoro e a quello dell’istruzione. Tra coloro che hanno accolto in casa uno straniero ci sono naturalmente molti giovani, ma anche coppie adulte senza figli, singles, persone che appartengono a ogni ceto sociale. L’iniziativa comincia a piacere anche fuori dai confini tedeschi, e i fondatori hanno già ricevuto richieste d’informazione da altri paesi UE. L’Austria ha già aderito e anche lì i cittadini hanno iniziato ad aprire le loro case ai rifugiati. In un futuro prossimo probabilmente il nostro modo di intendere l’accoglienza cambierà, magari lentamente e solo qui e là, ma credo sia interessante scoprire che singoli individui – aperti e lungimiranti molto più di coloro che li governano –  si sentano spontaneamente chiamati in causa di fronte a un esodo che per le sue proporzioni è esagerato definire “biblico” ma che è sicuramente importante e che non si arresterà per molti anni a venire.

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