Hanno fregato Tsipras

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Hanno fregato Tsipras e un po’ anche noi

La Germania anche in questa occasione ha trovato il modo di avvantaggiarsi notevolmente: visto che l’acquisto dei titoli sarà direttamente proporzionale alle quote di capitale di ogni singolo paese nella BCE, indovinate quale sarà lo Stato che godrà degli acquisti più consistenti?

Hanno fregato Tsipras e i greci, ma un po’ anche noi. Se Tsipras una volta eletto rifiutasse la troika e il rispetto degli accordi presi dal precedente governo, i titoli della Grecia non verrebbero acquistati, anche perché la valutazione di quei titoli oggi è sotto la soglia del rating investment grade. Tsipras dovrà affrontare da subito un bel problema. Questo potrebbe succedere – speriamo di no – anche agli altri paesi in sofferenza, i cosiddetti PIIGS, i cui titoli al momento non si trovano nelle condizioni di quelli greci ma potrebbero anche loro finire sotto la soglia limite, e a quel punto la situazione diventerebbe simile a quella greca: bisognerebbe accettare un commissariamento altrimenti niente acquisti di titoli. Non avverrà, va bene, ma chi è che ce lo garantisce? Nessuno. Se tale eventualità fosse inesistente non avrebbero accollato l’80% dei rischi alle banche centrali dei singoli paesi, no?

E’ ovvio che il nord del continente ha molto meno da temere rispetto a noi, così come è ovvio che questa “clausola” deve averla imposta la Germania, che si è sempre opposta con tutte le sue forze al quantitative easing proposto da Draghi. La notizia dell’acquisto massiccio di titoli che si protrarrà fino all’autunno del 2016 ha entusiasmato anche le borse, sembrano tutti felici perché malgrado vi siano trabocchetti e preoccupazioni arriverà comunque un bel po’ di ossigeno, finalmente.

Come osserva Carlo Clericetti in un articolo nel suo blog su La Repubblica, la Germania anche in questa occasione ha trovato il modo di avvantaggiarsi notevolmente: visto che l’acquisto dei titoli sarà direttamente proporzionale alle quote di capitale di ogni singolo paese nella BCE, è facilissimo indovinare quale sarà lo Stato che godrà degli acquisti più consistenti. La solita Germania, dalla quale verranno acquistati anche i titoli il cui rendimento è nullo o addirittura in perdita. Ci rendiamo conto? Aiutiamo la Germania, il paese più forte e più ricco, quello che vanta il maggior numero di crediti in Europa.

Il regolamento europeo proibisce categoricamente alle banche centrali di ossigenare uno Stato con liquidità agevolata ma quel regolamento contempla una clausola che non impedisce che lo facciano “gli enti creditizi di proprietà pubblica”, quindi la Germania che ha numerose banche pubbliche adoperando questo escamotage ha usato il debito pubblico per rafforzare la propria economia interna.Gli interessi sui titoli che lo Stato tedesco compra li paga a se stesso, perché è debitore di una banca sua, di sua proprietà. Attraverso le banche pubbliche Merkel compra anche i Btp dei PIIGS, si arricchisce alle nostre spalle e ci tiene sotto scacco: se decide all’improvviso di non acquistare bond lo spread comincia a salire insieme alla paura. Perché noi non abbiamo una banca interamente pubblica? Perché la Francia di Hollande si è premurata di crearne una cominciando a fare quel che fa Merkel e che noi non possiamo fare? Chiediamolo a tutti coloro che hanno governato negli ultimi anni, a Berlusconi, a Letta, a Monti, a Renzi.

Fino a ad oggi noi PIIGS siamo stati anche usati come un mezzo per avvantaggiare i più forti. l’Europa Unita è semplicemente uno strumento nelle mani di Francoforte e di Berlino, e neppure Draghi ha il potere necessario per rifiutarsi di sottostare a imposizioni e ordini.

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