In Europa siamo primi per omofobia

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In Europa siamo primi per omofobia. Siamo riusciti a superare anche l’Ungheria, che se non altro riconosce diritti civili alle coppie gay. Noi non riconosciamo quei diritti e discriminiamo più degli altri. La ragione? I nostri governanti sono arretrati e intolleranti. Probabilmente rispecchiano una mentalità molto diffusa nel paese, che non cambia anche a causa delle pressioni della Chiesa. I nostri politici non dimostrano la loro idiosincrasia solo con battute e frasi sprezzanti ma anche e soprattutto evitando di approvare leggi a favore dei Lgbt. Nel 2013 Ivan Scalfarotto, gay dichiarato e membro del Pd, ha stilato una legge contro la violenza omofoba che alla fine, emendamento dopo emendamento, manomissione dopo manomissione, è diventata una legge che acconsente alla violenza e alla discriminazione. Scalfarotto, e il PD quasi al completo, negano. Ma è sufficiente leggere questo “Non costituiscono discriminazione la libera espressione di convincimenti o opinioni riconducibili al pluralismo delle idee” per capire di cosa siano stati capaci e in che modo pretendono di difendere le minoranze. Le opinioni riconducibili al pluralismo delle idee sono considerate lecite anche nel caso siano espresse da organizzazioni politiche, sindacali, culturali e religiose. Se questo non è doppiogiochismo che cos’è? E se tra le organizzazioni politiche libere di far circolare le loro idee sugli omosessuali con espressioni forti e offensive ce ne fosse una fascista, nazi-fascista? Se ve ne fosse una che istigasse all’odio? In quasi tutti gli Stati d’Europa le espressioni di odio e di intolleranza nei confronti del Lgbt sono punibili per legge in maniera chiara e decisa.

Al Parlamento europeo hanno mandato come rappresentante capodelegazione Pd Patrizia Toia, una cattolica integralista che si è sempre opposta non solo all’aborto ma anche ai provvedimenti in favore dei gay nonché al matrimonio tra omosessuali. Questo è l’indirizzo, questa è la tendenza. Secondo un sondaggio effettuato tra ben 93mila Lgbt adulti di varie nazionalità europee, è emerso un malcontento diffuso e la constatazione per esperienza diretta di un’Europa ancora omofobica. Se consideriamo che la maggioranza degli Stati europei tutela i diritti degli omosessuali ci rendiamo conto che le leggi da sole non sono sufficienti: occorre diffondere cultura ed educare gli individui soprattutto a scuola. Noi italiani non solo non abbiamo leggi adeguate ma non possiamo neanche pretendere che la scuola si faccia carico di questo compito fondamentale. Combattere i pregiudizi e l’omofobia tra i banchi di una classe scolastica infastidisce le associazioni cattoliche, che si sono ribellate e che hanno ottenuto il rispetto dei loro convincimenti, proprio come da legge. Scalfarotto e il Pd saranno senz’altro soddisfatti. Non aspettiamoci che il dibattito sui diritti gay in Parlamento ricominci, perché non accadrà. Dovremo aspettare ancora parecchio prima di diventare un paese moderno e civile.

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