A istinto, come i figli delle rock star

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A istinto, come i figli delle rock star che suonano a orecchio, Angelino Alfano esterna sempre al momento giusto. Lui fiuta l’aria, afferra una nota stonata che arriva da qualche parte e comincia a cantare. Stavolta il pezzo si chiama Vucumprà. Abbiamo perso il Calderoli razzista che sparava battute spaziali sui neri e sui meridionali e non ci hanno neanche dato il tempo di abituarci al suo volto umano che Alfano subito occupa il posto vacante. Vucumprà. Ma gli viene così facile ai politici nostrani essere tanto rozzi? E’ un fatto cromosomico oppure tutta una questione di opportunità?

E se è questione di opportunità per quale ragione parlano sempre al peggio del paese? La sintonia e il consenso li cercano sempre e solo nelle pance degli italiani, e poiché gli italiani stanno pensando che gli arrivi di migranti aumentano ogni giorno di più, è bene prendersela con quelli che vendono pezze, giocattoli e cianfrusaglie sulle spiagge. Passano sudati davanti ai lettini da 15 euro al giorno, passano davanti agli alberghi come dei forzati, sconfitti, gli sguardi fissi su una speranza. Adesso ci penserà la GdF a far si che le ferie degli italiani trascorrano serene, non si può mica passare le giornate a dire “no grazie”! Occorrono argini e paletti per curare la piaga della contraffazione! Cominciare da loro, dai venditori ambulanti stranieri, è la mossa giusta. L’economia del paese ha bisogno di una sterzata verso la legalità, allora abbasso il vucumprà.

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