Italiani a mano armata

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Italiani a mano armata

“Se siamo autorizzati ad essere mostri finiamo poi con l’avere un unico desiderio: essere davvero dei mostri”

Italiani a mano armata: troppe armi e pochissimi controlli, troppa voglia di farsi giustizia da soli, troppi uomini che fanno fuori le donne, troppi incidenti, troppi applausi ai signori Rambo che uccidono i malviventi. Le cronache di provincia traboccano di episodi sempre uguali: il tabaccaio che insegue il rapinatore fin sulla strada e lo fredda, il gioielliere che viene minacciato con una pistola giocattolo e spara ai rapinatori, il pensionato e l’avvocato che per difendersi premono un grilletto contro il ladro disarmato. Cosa spinge le persone a detenere pistole e fucili? La paura, che viene sempre inculcata dalla politica e dai media. Con un’arma nel cassetto ci s’illude di porre fine all’anarchia, di controllare il pericolo, di poter sistemare ogni cosa. Il fenomeno diventa tanto più allarmante quanto più aumentano gli italiani che considerano giusto uccidere qualcuno che minacci la proprietà privata. Nel sentire comune non si distingue tra legittima difesa e omicidio tout court: se un ladro è entrato nel perimetro di un’abitazione privata tanto basta per sparargli, e poco importa se è disarmato, se sta scappando, se si è solo avvicinato al cancello o se sta già frugando nei cassetti del comò. Gli argomenti di coloro che apprezzano i giustizieri fai da te sono sempre gli stessi dalla notte dei tempi: se l’è cercata/ uno di meno/ la paura ti fa sragionare/ lo Stato non ci difende e allora ci pensiamo noi/ ne abbiamo piene le scatole/ mors tua vita mea/ vorrei vedere le anime belle alle prese col rapinatore di turno. Bisogna proteggere figli, mogli, nipotini, e il frutto di anni e anni di lavoro onesto. In pratica si scatena livore contro chi si azzarda a toccare l’altrui denaro, l’incasso della giornata, un po’ di argenteria, la televisione, il pc, i gioielli di famiglia, il microonde, tutte cose che valgono bene un morto, non è vero?

Non si sa quante armi circolano in Italia: 10 milioni? E tutte le armi da fuoco non dichiarate quante saranno? Negli Stati Uniti hanno cominciato molto prima ad armarsi, in Texas per esempio tutti possono andarsene in giro con la pistola, a patto di tenerla in evidenza e di non nasconderla. Noi seguiamo a ruota l’esempio senza sapere che lì i ladri d’appartamento e i rapinatori di farmacie e supermercati non sono diminuiti, hanno semplicemente imparato che a rubare non si può andare più a mani vuote o con la pistola giocattolo: se la maggioranza dei cittadini possiede un’arma da fuoco il malvivente si attrezza e si mette alla pari, col risultato che il furto in un’ abitazione privata diventa una carneficina, un gioco al massacro in cui vince chi spara per primo e meglio. Evidentemente è questo che vogliamo: aspiriamo al far west e ci ispiriamo ai film americani, a certi orrendi personaggi con la faccia segnata come un canyon che passano giornate, mesi e anni a rimuginare vendetta. Ormai in quelle zone del nord del paese infettate dall’ignoranza leghista è sufficiente che un’ombra si palesi in giardino per far fuoco e sentirsi degli eroi. Le conseguenze di questi gesti sconsiderati non si calcolano ma nessun rimorso postumo e nessuna sanzione possono annullare il piacere e la soddisfazione d’aver tolto di mezzo un avanzo di galera mentre folle di forcaioli reazionari tuonano: “Ha fatto bene”.

 

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