L’Europa è senza alibi

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L’Europa è senza alibi

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L’Europa è senza alibi. Si dovevano abolire i nazionalismi e invece stanno pericolosamente trionfando. Si doveva garantire la sovranità popolare e statale e invece è andata perduta. Si dovevano abolire le frontiere e invece si ergono barriere. Si dovevano proteggere i valori della democrazia e invece si replica il passato con una dittatura finanziaria. Per legge dobbiamo rispettare il pareggio di bilancio, dobbiamo pagare ai capitali privati il debito che aumenta costantemente, prendiamo soldi in prestito da quegli stessi mercati privati e glieli restituiamo a prezzi da strozzinaggio. Non possiamo creare moneta per finanziarci anche se finalmente abbiamo ricevuto la grazia del quantitative easing che però è una sorta di cappio al collo dei singoli Stati: in caso di perdite la UE garantirebbe per il 20%, mentre il resto – l’80% – graverebbe sulle nostre spalle. Una conditio sine qua non che è stata richiesta da Angela Merkel, creditrice dell’Europa intera. Non bisogna avere timori perché ci saranno mai perdite? Se Merkel ha preteso garanzie significa che la probabilità esiste. Il fatto che la BCE si sia finalmente decisa per il QE fa respirare appena l’economia ma non le permetterà di ripartire. Perché? Perché l’euro è austerità: se uno Stato non può creare denaro non può neppure estinguere il debito e spendere come gli pare, può soltanto tassare i cittadini e le imprese tagliando la spesa pubblica e privatizzando.

In pratica oggi lo Stato sono le banche internazionali. Economie diverse con una sola moneta a cambio fisso nominale: quel che è accaduto ai Land tedeschi ex DDR si è ripetuto su vasta scala in Europa, un’annessione con la penalizzazione e lo sfruttamento dei paesi svantaggiati. Com’era l’Italia alla fine degli anni ’90? Sempre corrotta e malgovernata e con un altissimo debito pubblico ma – guarda un po’ – con lo spread che non aumentava e con l’economia che andava avanti come un treno. La Banca d’Italia – che era sposata col Ministero del Tesoro – comprava titoli di Stato e il paese era ricco, molto ricco, il secondo per capacità di risparmio. Adesso che la nostra economia reale ha perduto qualcosa come 450 miliardi, adesso che abbiamo venduto agli investitori stranieri migliaia di aziende e il meglio del made in Italy, adesso che gli italiani hanno dato fondo ai loro risparmi esultiamo di fronte a ripresine risicate – robetta da zero virgola. Renzi si compiace, i media diffondono la buona novella e nel frattempo gli italiani emigrano.

Siamo stati indotti a preferire a noi stessi ciò che ci divora. La UE spende milioni di euro ogni anno per fare propaganda con la sua demagogia riparatrice e per incellofanare le coscienze fornendo una sola indicazione valida. I governi sono appiattiti e sottomessi al dettato terroristico secondo il quale è meglio impoverire i cittadini, fare a pezzi le Costituzioni, svendere pezzi di economia agli investitori stranieri, precarizzare e sottopagare il lavoro, educare masse di giovani alla moderna schiavitù piuttosto che uscire dall’euro. Per andare dove?, chiedono i missionari dell’eurozona. Bella domanda. Magari avanti, ché adesso indietreggiamo paurosamente e perdiamo i diritti che altri un tempo hanno conquistato col sangue. La sinistra europea pullula di anime belle e coltiva ancora il sogno di un’altra Europa, federale, senza austerità e senza leadership tedesca. Lungi dal domandarsi come mai tutto questo in 16 anni non è accaduto, la sinistra non vuole ammettere che il federalismo non ci sarà mai per ovvie e semplici ragioni di opportunità: una federazione di Stati significherebbe per i paesi europei ricchi l’impiego annuale di consistenti porzioni di Pil in favore dei paesi più poveri: perché dovrebbero accettare? Non vuole ammettere, la sinistra, che l’euro non è una moneta come un’altra, è un sistema di governo che persegue un modello sociale ed economico preciso. L’euro non può che favorire politiche di destra. Neoliberiste. Aver lasciato alle destre xenofobe il compito di ribellarsi alla moneta unica è stato ed è un errore storico di eccezionale portata. L’aver soggiaciuto alle leggi spietate del mercato è una colpa che ricade sulle popolazioni e che oltre ad avere un costo economico ha un costo in termini di vite umane: migliaia di suicidi dei quali nessuno parla più, un’alta mortalità infantile (Grecia), migliaia di migranti vittime di un genocidio che non si arresterà per volontà dei governanti. Ma a chi è venuto in mente di candidare Angela Merkel al Nobel per la pace?

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