L’Europa vista dai ragazzi

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L’Europa vista dai ragazzi

L’Europa vista dai ragazzi non è proprio come se l’aspettavano. Parliamo sempre molto di ciò che ci riguarda da vicino, ci occupiamo delle sorti dei paesi membri del sud del continente, i cosiddetti PIGS tra i quali ci siamo noi italiani, ma se guardiamo a est, a quei paesi che dalla caduta del muro di Berlino godono di una libertà prima neanche immaginabile, ci rendiamo conto che i giovani dai 16 ai 35 anni pensano e dicono le stesse cose dei coetanei greci, spagnoli, italiani. Si sentono esclusi, non considerati, sfruttati, perduti al mondo del lavoro, hanno molta difficoltà a trovare un impiego e quando lo trovano cambiano continuamente perché non ricevono mai un incarico a tempo indeterminato, sono praticamente tutti precari perennemente alla ricerca di nuovi contratti a termine, perennemente insoddisfatti a causa della mancanza di stabilità e di una previdenza sociale. Secondo una ricerca condotta da European Youth, il 43% dei giovani nati in Romania desidera trasferirsi in altri paesi per poter vivere meglio, e quasi il 48% dei lettoni è pronto a partire in cerca di una maggiore sicurezza per il futuro.

Nessuno sta bene a casa propria, sembra assurdo ma neanche i ragazzi tedeschi stanno fermi: si spostano sempre più numerosi nella vicina Austria. Hanno un tasso di disoccupazione che per noi è un sogno ad occhi aperti (poco più dell’8%) ma hanno problemi con l’università: in Germania studiare costa moltissimo ed è quasi impossibile accedere ai corsi di studio a causa delle preselezioni severissime e anche della feroce concorrenza. Accedere all’università in Germania è difficilissimo, quindi molti tedeschi sono costretti a preferire l’ Austria, Vienna, dove in media gli affitti sono più cari che in Germania ma l’università è democraticamente aperta a tutti, costa pochissimo e malgrado i corsi siano affollati fino all’inverosimile la qualità dell’insegnamento è alta e soddisfacente. Non solo, già dopo pochi mesi di studio i giovani hanno l’opportunità di fare tirocinio sul campo, nelle aziende. Una volta presa la laurea i tedeschi tornano a casa: la qualità della vita in una città bomboniera come Vienna è tra le migliori al mondo, ma non c’è molto da fare una volta finiti gli studi.

L’immensa maggioranza è dunque una folla che va via. L’indifferenza dei governi nei confronti dei ragazzi è un dato di fatto, non esiste un progetto realmente efficace ma solo un grande apparato di propaganda. Se non si corre ai ripari e non si cerca di recuperare alla storia e alla costruzione del futuro le giovani generazioni si prepara la strada a una grande tempesta, i cui effetti non risparmieranno neanche i paesi più forti e  più ricchi.

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