Il mondo governato dai simpaticoni

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Il mondo governato dai simpaticoni

 

Il mondo governato dai simpaticoni non può che migliorare. La storia va dalla parte sbagliata per questioni di feeling, signori. Lilli Gruber si è adoperata per dare un contributo determinante all’avvio della campagna simpatia, quella che salverà il mondo occidentale dalla disfatta.  Ha ospitato a Otto e mezzo Oscar Farinetti, l’ispiratore della campagna, insieme a due noti giornalisti, uno d’accordo – Beppe Severgnini – e l’altro – Giovanni Floris – contrastante quel pizzichino che di questi tempi basta e avanza per sembrare sovversivi e per simulare un barlume di dibattito. Gli ospiti, inaugurando espressioni serie e ponderose e concionando su un argomento sofisticatissimo nel suo genere, hanno spiegato ai telespettatori che il vero problema dell’elettore medio è la sua perniciosa tendenza a votare per i politici simpatici e non per quelli capaci. Frarinetti ha affrontato il tema per la prima volta alla Leopolda, nota fucina di idee folgoranti, indi s’è pensato bene di divulgare la tesi a beneficio dei telespettatori: col suo faccione sorridente e lo sguardo furbetto Farinetti ha spiegato che bisogna tornare ad essere simpatici, e per farlo bisogna essere sinceri. Te la fai sotto dalla paura di perdere? Dillo, ammettilo che sei logorato dalle preoccupazioni, e vedrai che tutto cambierà, la gente ti amerà, ti troverà simpaticissimo, molto umano e ti seguirà docilmente. Farinetti s’è speso per risultare egli stesso un simpaticone: ha attribuito un’agghiacciante frase di Goebbels a Goethe, così a casa tutti hanno ritrovato il buonumore e si sono divertiti. Ci sa fare, Farinetti.

Hillary Clinton? Ha perso perché è antipatica, ha detto il re del cibo. La sua presenza sulla scena politica statunitense risale agli anni ’80 ed è legata non soltanto alle scelte antidemocratiche del marito durante la Presidenza, ma anche ai contras in Nicaragua, alla guerra in Iraq in appoggio a Bush, ai disordini in Afghanistan, alla guerra in Siria, nonché a Wall Street e a paesi come Arabia Saudita e Qatar. Questo non ha creato alcun problema agli elettori: per loro il fattore determinante è l’antipatia, su quella non transigono.

Il referendum costituzionale? Potrebbe fallire perché Renzi è antipatico. E’ un battutaro pazzesco – Farinetti è suo amico e lo sa – ma come politico non suscita simpatia. La gente, inutile ricordarlo, è semplice e poco adusa a ragionare, figuriamoci se va a mettere una croce sul NO per convinzione: macché, è un dispetto, una rivolta contro l’antipatia. Berlusconi era simpatico, invece, per questo vinceva le elezioni. Le sue televisioni e i suoi giornali non hanno mai influito sui risultati, e nemmeno i problemini che squassavano i quartieri generali della sinistra, divisi per catastrofi, indecisioni e beghe interne. Era la carica di simpatia dell’imprenditore a sviare gli italiani. Talmente pericolosa risultava quella verve da intrattenitore da crociera che a un certo punto Berlusconi dovettero levarselo dai piedi evitando accuratamente di mandare gli italiani al voto.

Non parliamo poi della Brexit: andiamo!, voi chi avreste preferito tra un Cameron irreprensibile e con l’aria leggermente snob e quei mattacchioni di Farage e Johnson? Non è tanto il fatto che ai due piaccia bere ad aver convinto i britannici quanto la loro maestrìa nel parlare alle pance del popolo. Severgnini l’ha detto: sono populisti, dicono quello che i cittadini vogliono sentirsi dire, e lo dicono pure con simpatia. Se gli elettori britannici non fossero incolti e immaturi avrebbero scelto Bruxelles, la UE. D’accordo, l’unione è un disastro, ha impoverito tutti con le sue politiche di austerità, ha affossato la sovranità riducendo gli Stati a colonie e i loro governanti a meri esecutori di ordini, non riesce a risolvere nessun problema, ha distrutto la Grecia e in generale il sud del continente, ma non c’è ombra di dubbio che dovendo scegliere tra il populismo di una manica di simpatiche canaglie e la saggia leadership della Germania chi avesse un po’ di sale in zucca si getterebbe subito tra le braccia di Merkel. Pazienza se la Cancelliera ha un’ espressione un po’ Politburo, il cittadino maturo e consapevole sceglie solo il meglio. Meglio per chi? Certe domande il popolo non se le deve porre, altrimenti che bue è?

 

 

 

 

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