Siamo diventati come loro

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Siamo diventati come loro

Triton è servita a proteggere il territorio e non a salvare vite umane. Adesso l’Europa e l’intera comunità internazionale sono a un bivio: accogliere o no. Tutte le chiacchiere ascoltate finora dimostrano che il cinismo – seppure nascosto dietro alle belle parole – è l’unico sentimento che ispira ogni decisione.

 

Siamo diventati come loro, lo stesso cinismo pervade le coscienze di molti di noi. L’umanità dei governanti si può riassumere così: Ci sono blocchi alle frontiere balcaniche, blocchi in Marocco, blocchi in Grecia e in Spagna, blocchi in Turchia e in Egitto: siamo sicuri, via terra non possono passare, si metteranno sui barconi e verranno per mare, e allora sai che facciamo? Li freghiamo con Triton così ne arrivano molti di meno e ce li togliamo dalle scatole. Bella idea, no? Intendiamoci, se vogliamo dei risultati quest’operazione deve costare pochissimo. Che dotazione forniamo a Triton? Il minimo, guarda, proprio il minimo indispensabile: 1 elicottero, 1 aereo, 7 natanti di soccorso, in modo che i salvataggi siano sempre più complicati. E basta, neh? Perché non se ne può più, tutta la compassione che vuoi ma qua rischiamo che tra un anno ci diventano xenofobi pure i preti e quelli di Save the children. La trovata di impedire ai pescherecci di salvare i naufraghi è stata eccezionale: se un pescatore tira a bordo un naufrago si macchia del reato di immigrazione clandestina. Ehi, dobbiamo ammettere che quando ci si mette di buzzo buono le idee sbocciano come le rose a maggio. Siamo grandi.   

Più o meno, senza pronunciarle, i governanti della civilissima Europa devono averle pensate, quelle frasi. Di sicuro c’è che si sono comportati esattamente come è scritto sopra, e magari per sembrare ancora un poco umani si sono detti che tanta durezza sarebbe servita a combattere gli scafisti, in modo da potersene tornare a casa senza sensi di colpa. Lo dicevano un anno fa e lo dicono anche in queste ore, che il problema sono gli scafisti. Nessuno di noi pensa che siano brave persone, quei Caronte, ma sono una conseguenza e non una causa, e se si sposta il problema le cose possono solo continuare a peggiorare. Non le guerre, i terroristi o la fame costringono migliaia di persone a scappare, no: dipende tutto dai criminali trafficanti di carne umana. Carne umana è l’espressione usata da Renzi, la stessa persona che con Alfano volle Triton. Sempre lui, Renzi, al Senato ha declamato una bellissima poesia di Pedro Salinas. S’aspettava un’ovazione ma ha ricevuto fischi, male parole e derisione. Se l’è cercata.

La poesia dice : “L’aria ormai è quasi irrespirabile, perchè non mi rispondi? Tu sai bene che quello che io respiro sono le tue risposte, e ora soffoco”. Il premier ha anche spiegato che quella poesia d’amore era adatta alla circostanza dell’ultimo immane naufragio, perché tutte le persone chiuse nella stiva soffocavano. “Noi ora dobbiamo dare ai migranti delle risposte” ha concluso il premier. A vederlo sembrava davvero ispirato, ma non si può essere certi che fosse sincero. Per dire: non è che fino a oggi Renzi ci abbia fatto mancare le bugie. Ne ha dette più lui di Pinocchio. E’ per questa ragione che chi ha a cuore soprattutto le vite umane si sta domandando quali provvedimenti prenderà il nostro governo in concerto con gli altri governi dei paesi membri. Si tratterà di decisioni volte a salvaguardare prima di tutto i migranti? Si? Meno male, ma come si intende farlo?

Se si vuol essere pratici e sinceri c’è un solo modo, è inutile girarci intorno: accogliere, punto. Bisogna ripristinare subito un Mare nostrum efficientissimo per scongiurare altri naufragi e altre centinaia di morti annegati. Solo dopo aver garantito ai migranti la vita si potrà lavorare con calma ai provvedimenti d’altro genere, atti anche a regolare i flussi con criterio, certamente, ma non a far crepare la gente. Se invece si vuole fingere di risolvere, le decisioni che verranno prese saranno le solite, quelle che già in passato non hanno sortito risultati e hanno soltanto causato la morte di esseri umani disperati. Se ci si fissa sulla lotta agli scafisti significa che non c’è volontà, significa che è tutta una recita perché la lotta al traffico di migranti avrebbe bisogno di un apparato militare molto consistente e senza il consenso dei paesi coinvolti quella lotta diventa impossibile, pura immaginazione. Mettiamo che la Libia dicesse di essere disposta a collaborare contro i trafficanti: senza un supporto ai disperati che vogliono fuggire dall’inferno li si lascerebbe morire lì? Oppure si vuole affiancare alla lotta contro gli scafisti l’aiuto umanitario alle popolazioni stremate fornendo loro mezzi sicuri per raggiungerci? Lo hanno capito o no, i governanti, che chi non vuole morire scapperà comunque? L’altra proposta su cui si sono fissati è l’affondamento dei barconi, come fu fatto in Albania con conseguenze vergognose. Per farlo entreremo in guerra con la Libia?

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