Chi conta qualcosa non usa il portafoglio

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Chi conta qualcosa non usa il portafoglio

“Il privilegio dei potenti è guardare le disgrazie da una terrazza” Kahlil Gibran

Chi conta qualcosa non usa il portafoglio. Per capire se uno è importante, in Italia, bisogna vedere se paga o non paga. Se non paga è uno che ce l’ha fatta. Non paga i ristoranti, non paga il treno, l’aereo, l’aperitivo, la escort, la vacanza, la multa, l’albergo a 4 o a 5 stelle, il parrucchiere e il barbiere, il massaggio, la sauna, la casa, la ristrutturazione della casa, il condominio, il grattaevinci, la spesa all’ipermercato, le tasse. Aggratis: gli italiani che contano fanno tutto aggratis.

Poi ci sono quelli che non solo non pagano, ma ricevono soldi e regali per fare una telefonata che sblocca un affare, per tacere, per fare gli ospiti alle feste, per partecipare ai talk e dire fesserie che assurgono al livello di pareri autorevoli, per condurre trattative, per ordinare traiettorie. Nell’ambiente in cui si dipanano e si consumano le esistenze aggratis gli ignoranti pullulano, ma sanno fingere di aver capito tutto e di saperla lunga per via dell’esperienza sul campo, un campo qualunque, l’importante è che si trovi nel cerchio magico dell’ospitalità contrattata e dell’internazionalità da fiera.

C’è un club che unisce tra loro irreparabilmente e per sempre i signori del porto franco. Ognuno di loro viene sempre mandato da qualcun altro. Non esiste che si presentino col solo ausilio del proprio nome e cognome, non sia mai, esibiscono sempre credenziali favolose a voce: “Mi manda Caio”, perché se non li manda un Caio finisce la magìa della vacatio legis.

 

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