Le archeologiche madri mediterranee

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Le archeologiche madri mediterranee

Le archeologiche madri mediterranee, figure terrene e semplici eppure poco rassicuranti come da mitologia greca, le madri che sbagliano, che sono cieche d’amore per i pargoli, che guai se glieli tocchi, che viziano, che soffocano, che proteggono e raccontano, che delicatamente forgiano destini, che pure abbandonano e sopprimono figli per disperazione oppure follia consumandosi e spegnendosi per il resto della vita, le belle madri fiere e dispensatrici di meraviglie delle quali ci si rende conto quando è troppo tardi per ringraziarle, ecco: queste madri imperfette e neurotiche sono quel che si dice il sentimento, travalicano prepotentemente qualunque proposito critico, ironie, gabbie, progresso, storia e microstoria. Le madri che mettono al mondo bambini riproducono sistemi di pensiero, i processi mentali, gli impulsi, gli istinti, la memoria, le rimozioni, le censure, il bisogno di punizione, la gelosia del Padre. La madre è la madre è la madre è la madre.E’ la madre.

 

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Il notissimo e abilissimo calciatore del Real Madrid Cristiano Ronaldo sette anni fa – da single eterosessuale – ha avuto un figlio servendosi di un utero in affitto. Pochi giorni fa è andato negli Stati Uniti e si è portato a casa altri due gemelli commissionati a una madre surrogata. Intanto la sua giovane compagna è incinta di due gemelli. Della vita privata di Ronaldo farei a meno di discutere se non fosse che il suo desiderio di aver figli tutti suoi, solo suoi e non condivisibili con una madre, rappresenta un’esigenza del maschio eterosessuale ancora nuova e poco praticata, destinata in futuro a diventare norma nel mondo dorato dei vippsss. Che cosa ha spinto il ricchissimo calciatore a farsi fare figli tutti suoi? La paura e la seccatura di dovere – un giorno o l’altro – combattere con mogli divorziate per il mantenimento e l’affido. Quando si divorzia si gioca sempre un ruolo ricattatorio, e i primi oggetti di ricatto non sono i soldi, lo yacht o i vasi Ming bensì i figli: te li faccio vedere, non te li faccio vedere, non li aizzare contro di me, non fargli conoscere quella sgallettata che gira per casa tua altrimenti i bambini te li scordi, eccetera eccetera. Di fronte alle separazioni gli svantaggiati sono i padri, c’è poco da dubitarne. Quando ci sono di mezzo grossi patrimoni poi, tutti i problemi comuni agli uomini e alle donne che smettono di amarsi si moltiplicano. La soluzione c’è, Ronaldo l’ha trovata. I gemellini che presto avrà con la compagna saranno suoi a metà e anche un po’ a rischio, mentre gli altri tre – quelli nati da donne fantasma – sono veramente l’incarnazione di una geometrica perfezione: niente bagattelle, niente pugnalate a tradimento, divieti, esborsi milionari, niente condivisione delle decisioni, nessun rischio di perdere l’amore dei figli o la patria potestà.

C’è un mercato che consente a chiunque lo voglia – tasche permettendo – di cancellare la madre, usando la donna esclusivamente come fattrice, senza altra pretesa che quella d’un emolumento per il lavoro svolto. Single multimilionari, coppie sterili che le hanno provate tutte, omosessuali, chiunque lo desideri può fare il genitore di un figlio scelto con tutti crismi e spesso frutto del proprio sperma, non d’un adottato che può esser fragile e sbreccato per eredità genetica. Vuoi mettere? L’immensa accuratezza nella progettazione di una società futura orfana di madri è un monumento colossale al fallo. Il disegno è quello tipico di una Casa di produzione, di una fabbrica: una volta trovata la materia prima (la fattrice consenziente) la catena di montaggio parte e non s’arresta più. Ogni progetto naturalmente viene approvato da un controllo accurato, come nelle fabbriche d’automobili. L’auto esce dalla fabbrica perfettamente funzionante, bella, sicura e senza difetti. Per concludere, qualcuno potrebbe obiettare che le donne – per prime – sono le responsabili: esse si prestano. La Storia è a misura d’uomo, si sa. Di donne che si prestassero e che subissero l’eterno ruolo di “utente oppresso” è piena la storia dell’umanità. Adesso si prestano sempre meno, non sono più la maggioranza, ma si prestano, sopraffatte da esigenze segrete e personali da camuffare sotto la voce “altruismo”, sopraffatte dalla consapevolezza che il binomio letto/tavolo non costituisce più il cardine della vita intima e domestica, la quale è ormai piuttosto affollata da televisori a schermo piatto e i-pad, i-phone, smartphone, surgelati e microonde.

Mi viene fuori spontaneo: era meglio morire da piccoli.

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