Rapporto dell’intelligence russa sul petrolio di Daesh

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Rapporto dell’intelligence russa sul petrolio di Daesh.

Il testo originale è più lungo ed è molto dettagliato, riporta nomi, indirizzi e particolari. Ho apportato alcuni tagli. Esso è visibile qui: http://www.voltairenet.org/article191637.html Source : Onu S/2016/94

“La Turchia è il più grande crocevia del traffico di idrocarburi estratti nei territori controllati dallo Stato Islamico.  Nella maggioranza dei casi il petrolio e i prodotti petroliferi sono importati in territorio turco con camion-cisterna attraverso le frontiere di Karkamis , di Akçakale,di  Cilvegözü e di Öncüpınar . Ogni giorno passano da quei luoghi tra i 100 e 150 camion-cisterna carichi di combustibili. Prodotti petroliferi grezzi inoltre vengono trasportati attraverso strade di campagna che non sono controllate dalle forze dell’ordine turche. Il numero complessivo di veicoli utilizzati sale a 4500. Diverse società turche forniscono camion-cisterna allo Stato Islamico, soprattutto Serii e Sam Otomotiv .

Il petrolio grezzo viene condotto alla raffineria Turkish Petroleum Refineries Co. (Tüpraş) a Batman (750 km a sud-est di Ankara). Combustibile di contrabbando viene prodotto inoltre in piccole raffinerie turche e rivenduto in piccole stazioni di servizio appartenenti a piccole imprese. I trafficanti dei prodotti petroliferi operano sotto la protezione di funzionari locali corrotti. La maggior parte degli idrocarburi transitano nei porti marittimi turchi, in particolare nel porto di Ceyhan (415 km a sud-est di Ankara) e sono solitamente trasportati da navi petroliere appartenenti alla società BMZ Group con sede a Istanbul. La sua flotta conta 5 petroliere.

Il petrolio grezzo, legalizzato in Turchia, viene in seguito condotto nelle diverse regioni del mondo ed è praticamente impossibile ritrovarne le tracce. Una società turca, una turco- inglese e un’altra saudita sono implicate nella rivendita di idrocarburi estratti sotto il controllo dello Stato Islamico. Quest’ultimo utilizza i proventi della vendita di petrolio soprattutto per comprare armi, materiale di guerra e munizioni. Questi acquisti sono altresì finanziati da donazioni private e da organizzazioni islamiste, provenienti principalmente dai paesi del Golfo Persico e dalla Turchia. Il Consiglio militare supremo di Daesh dedica a queste transazioni più di trenta milioni di dollari al mese.

Inoltre i terroristi acquistano spesso armi e munizioni illegali in Turchia con l’aiuto di associazioni e fondazioni islamiste turche non governative, tra le quali la Fondazione in difesa dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e di aiuti umanitari. Con la scusa degli aiuti umanitari, essa fornisce supporto ai combattenti, e per farlo ha aperto dei conti in 4 banche turche. La scoperta di materiale militare in alcuni camion fermati in prossimità della frontiera turco-siriana, camion che avrebbero dovuto trasportare aiuti ai rifugiati, prova che tale Fondazione è implicata nell’acquisto di armamenti per le organizzazioni di terroristi in Siria.

Le unità dello Stato Islamico utilizzano per questi traffici veicoli tipo pickup. Secondo il comitato turco di statistica, il numero di camion-cisterna, rimorchi, semi-rimorchi e veicoli fuoristrada esportati in Siria è molto aumentato. In 4 anni, circa 400 veicoli sono stati inviati per un ammontare di 7,2 milioni di dollari e – durante i primi nove mesi del 2015 – le esportazioni hanno raggiunto la cifra di 3,2 milioni di dollari. Armi e munizioni inviate al Daesh passano attraverso zone di frontiera non controllate.”

 

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