Roma tra fascio-mafiosi e neofascisti

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Roma tra fascio-mafiosi e neofascisti

Roma tra fascio-mafiosi e neofascisti sta diventando nera. C’è una forza criminale ideologicamente compatta, tradizionalmente fascista, che si è infiltrata nel corso di almeno un ventennio in ogni settore della vita sociale ed economica della capitale e che viene gestita da persone dai modi gentili, persone capaci di insinuarsi dovunque, nei ministeri come in qualunque genere di affare: edilizia, trasporti, politica, rifiuti, società finanziarie. Ammazzano poco e si muovono con circospezione, poi c’è la manovalanza che svolge il lavoro sporco, dallo spaccio di droga alle rapine agli omicidi. Altro che sud, la mafia sta sempre là dove c’è da fare buoni affari, roba grossa, roba seria.

Nel campo della politica tout court intanto crescono e si consolidano gruppi di neofascisti (come Casa Pound) che raccolgono razzisti, xenofobi, violenti, nostalgici di un periodo storico che neanche hanno mai vissuto o studiato, e che si approfittano della decrescita economica per sobillare e per far vedere i muscoli. Ma chi li muove? Chi c’è dietro di loro? Chi ha interesse a destabilizzare? L’ultima bravata riguarda un campo rom che esiste da 30 anni e che improvvisamente è stato preso di mira da Casa Pound e da Blocco Studentesco: con la scusa di vendicarsi per una sassaiola avvenuta giorni prima, questi gruppi hanno di fatto bloccato i circa 200 rom del campo di via Lombroso creando il panico e impedendo a 60 ragazzini rom di andare a scuola. Trattasi di un diritto inalienabile, come da Costituzione. Per un giorno le squadracce hanno deciso che non si potesse andare a scuola.

Non bastano le condanne, perché logicamente questa azione punitiva è stata condannata all’unanimità. “Bisogna isolare gli estremisti”, ha dichiarato il PD. Non si sono accorti che tra un manipolo di estremisti che va in piazza e una confraternita di mafiosi in giacca e cravatta che entra volentieri anche nei palazzi del potere, è la longa manus della destra che sta isolando loro. Qualcuno li avverta, qualche bravo giornalista li accompagni un po’ in giro a dare un’occhiata e qualche gola profonda sia così gentile da rivelar loro un paio di segreti di Pulcinella. Tardi è tardi, ma solo per i gufi, s’intende.

 

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One thought on “Roma tra fascio-mafiosi e neofascisti

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