Rosy Bindi semplifica

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Rosy Bindi semplifica

“Quando è servito un espediente narrativo per rappresentare il sud e il nord con un solo tratto distintivo, il sud è stato ridotto al suo male, ignorandone il bene; e il nord al suo bene, ignorandone il male. Il che fa apparire l’uno irrimedibile, l’altro indenne. Così, senza neppure necessariamente volerlo, il pregiudizio si alimenta, accresce la distanza, facendola apparire e poi diventare maggiore di quella che è.” Pino Aprile, “Giù al sud” Piemme editore.

Rosy Bindi semplifica. Con la sua ormai famosa frase “La camorra è costitutiva di Napoli” rispolvera uno schema molto vecchio e anche pericoloso. Ogni volta che la politica e i media affrontano il tema “sud” i meridionali devono cominciare a preoccuparsi. Va avanti così da sempre. Rosy Bindi avrebbe – più correttamente – dovuto dichiarare che la criminalità organizzata è costitutiva dell’Italia intera. Se non ce l’ha fatta a trovare il coraggio di dire la verità una ragione c’è. Un conto è delimitare un problema in un ambito circoscritto e un conto è allargarlo. Un conto è delegittimare e separare il sud dal resto del paese (come se conservasse gelosamente misfatti, miserie e brutalità per un difetto strutturale o del dna di chi vi abita) e un conto è raccontare le cose come stanno. E come stanno le cose? A parte l’assenza totale di progetti per il meridione e l’abbandono da parte dello Stato, le cose stanno come tutti sanno e vedono: mentre da un lato si lascia che la criminalità organizzata succhi il sangue dei cittadini onesti del meridione e divori interi territori degradati, dall’altro si consente agli imprenditori del nord di imbastire affari con quelle cosche, che si chiamino camorra, ‘ndrangheta o mafia non importa.

Prendiamo come esempio la disgraziatamente nota autostrada Salerno- Reggio Calabria: alle imprese meridionali in odor di mafia fu impedito di partecipare alle gare d’appalto e di partecipare alla costruzione di quella autostrada. Questa è una cosa giusta di cui dovremmo gioire, ma non possiamo, perché in seguito – nel corso degli anni – gli appalti sono stati affidati a imprese settentrionali che a loro volta hanno subappaltato alle mafie, agendo in contiguità con esse, con la conseguenza che le imprese e i mafiosi si sono arricchiti e i cittadini onesti ci hanno rimesso. La Salerno-Reggio Calabria non finirà mai. Ecco: questo esempio vale per tutti i grandi appalti e i grandi affari che si fanno in Italia, le modalità sono identiche e le mafie prosperano tanto al nord quanto al centro, oltre che al sud. L’unica differenza – che è sostanziale – riguarda l’aspetto formale. Nel nord del Paese agiscono gli incravattati, quelli con i modi da persone perbene, di mondo, che comprano abiti e scarpe eleganti e frequentano gente importante. Ripulita, la criminalità organizzata è arrivata indisturbata sempre più in alto e si è trasformata in potere finanziario, economico e politico.

La questione è sempre la stessa: si mantiene un sud in condizioni di miseria e lo si depriva dei mezzi per migliorarsi non certo per distrazione bensì per tornaconto. Questo “modello” funziona e dà i suoi frutti non solo in Italia ma dappertutto: sulla pelle di regioni, Stati e popoli impoveriti, i ricchi prosperano.

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