Tre arresti per un’estorsione a Cattleya

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Tre arresti per un’estorsione a Cattleya

Di fronte alla vicenda dell’estorsione ci rendiamo conto che Gomorra la serie non ha affatto svilito né distrutto la camorra, anzi: ogni fotogramma girato nella villa del boss l’ha resa vincente agli occhi degli spettatori di Torre Annunziata e di tutta la regione, perché con lei si è dovuto e si è voluto scendere a patti rispettandone le regole di omertà.

Tre arresti per un’estorsione a Cattleya, la casa produttrice di Gomorra la serie. I tre camorristi arrestati, appartenenti al clan Gallo-Pisiello, hanno chiesto ed ottenuto il pizzo per concedere alla produzione la loro villa, nella quale è stata girata una parte delle puntate per alcuni mesi. La villa soddisfaceva le esigenze della produzione: appartenendo a un vero camorrista era perfetta per i boss finti, i famosi Savastano della serie. Il piano superiore dell’abitazione fu anche ristrutturato per una cifra notevole, pare che siano stati spesi 50 mila euro. Pare. Gli organizzatori che rappresentavano Cattleya, coinvolti nell’indagine – Aquino, De Laurentiis e Arcopinto – hanno sempre negato di aver ricevuto pressioni, si sono sentiti diffamati e si sono dichiarati estranei alla vicenda. Invece era tutto vero, del resto le inequivocabili intercettazioni telefoniche lo fecero prevedere da subito. La deplorevole faccenda non ha suscitato interesse neanche dopo gli arresti, né ha creato problemi a Roberto Saviano quando ha stipulato con la Cattleya un nuovo contratto per la seconda serie di Gomorra, nonché per una nuova serie che sarà tratta da Zero zero zero.

E’ vero che Cattleya e il regista presero subito prudenzialmente le distanze dai tre organizzatori coinvolti nelle indagini, ma viene da chiedersi: in Italia va sempre così? Non solo i politici, tutti quanti non sappiamo mai nulla e non ci accorgiamo mai di nulla? I tre organizzatori della produzione erano davvero i soli spregiudicati? La villa di un feroce e potentissimo boss di Torre Annunziata può davvero essere scambiata per una casa qualunque da un nutrito gruppo di persone certamente non ingenue? Un consiglio a Saviano non lo potevano chiedere? Gli avrebbe certamente detto che non era il caso di stringere accordi di alcun genere con i camorristi, gli avrebbe detto di cercarsi un’altra villa e di ristrutturare quella. Nessuno ha informato regista e produzione? Nessuno si accorgeva del pizzo che veniva pagato? E ancora: la sorella del boss Gallo è stata scelta per gestire durante i mesi di lavorazione il catering per troupe e cast: perché? Anche lei è stata scambiata per una persona qualunque? Bella comitiva di sprovveduti, che neanche Totò e Peppino.

Gomorra la serie è solo un’operazione commerciale ma questo episodio senza scusanti la rende molto meno godibile. Non è concepibile giustificare l’accaduto adoperando la tesi secondo la quale in certi luoghi si debba giocoforza scendere a patti con il malaffare altrimenti non si lavora. Usando questo ragionamento si vuole assegnare a Cattleya un ruolo da vittima. E’ la morale italiana. Se davvero fosse così, cari cinematografari costruitevi tutto a Cinecittà. Qualcuno deve pur cominciare a dare l’ esempio. La serie è stata trattata e pubblicizzata anche e soprattutto da Roberto Saviano come un lavoro d’informazione utile a distruggere il mito della camorra. La matrice su cui intervenire è la realtà, non il film che la racconta” diceva lo scrittore. Alla faccia dell’intervento!

C’è stato un tempo bellissimo in cui Saviano era diverso. Oggi tutto è cambiato ed è cambiato anche lui. Di fronte alla vicenda dell’estorsione ci rendiamo conto che la serie non ha affatto svilito né distrutto la camorra, anzi: ogni fotogramma girato in quella villa l’ha resa vincente agli occhi degli spettatori di Torre Annunziata, di tutta la regione e di tutto il nostro disastrato paese, perché con la criminalità organizzata si è dovuto e si è voluto scendere a patti rispettandone le regole di omertà. La camorra è stata pagata e nessuno ha sporto denuncia, Cattleya non si è costituita neanche parte civile. Impunità e consenso per la camorra, ecco l’unico messaggio che Gomorra la serie e Cattleya hanno lasciato a un territorio che è stato teatro del delitto Siani e che convive con la violenza.

Saviano è un intoccabile, quando riceve critiche si lamenta. “La fama ti mette addosso un mirino. Perché tutti vogliono vedere cadere tutti. Per sentirsi migliori“, dice. In questo caso mi pare che caschi da solo e senza l’aiuto di nessuno perché è evidente che come tanti usa una doppia morale. La critica è inevitabile, del resto sono mesi che nel blog insisto contro Gomorra la serie. Se potessi gli chiederei: è una buona cosa ed è normale che uno come lui non abbia preso subito le distanze dalla vicenda che ha coinvolto Cattleya? E’ normale che uno come lui non pronunci una sola parola su questo increscioso caso? L’etica è una bandiera da sventolare secondo l’umore e le circostanze?

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